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La Federazione Francese Ritira il Sostegno a Infantino: Voto Unanime Contro la Rielezione FIFA
Riepilogo
La FFF ritira il sostegno a Gianni Infantino con voto unanime il 10 settembre 2026. Philippe Diallo accusa il presidente FIFA di aver danneggiato il calcio.
Indice
- 1 Il voto unanime del comitato esecutivo FFF
- 2 Le accuse di Diallo: “Fiducia tradita, immagine del calcio danneggiata”
- 3 Le richieste di riforma della governance FIFA
- 4 Il fronte europeo contro Infantino: cronologia della rivolta
- 5 Il sostegno africano: la carta di Infantino
- 6 Il progetto commerciale che ha innescato la crisi
- 7 Le elezioni FIFA del 18 marzo 2027: lo scenario politico
- 8 Il peso della Francia nel calcio mondiale
- 9 Le ripercussioni sulla Serie A e il calcio italiano
- 10 Cosa aspettarsi: i prossimi mesi decisivi
La Federazione Francese di Calcio (FFF) ha ufficialmente ritirato il proprio sostegno alla rielezione di Gianni Infantino alla presidenza della FIFA, dopo un voto unanime del comitato esecutivo tenutosi a Parigi il 10 settembre 2026. Il presidente della FFF, Philippe Diallo, ha dichiarato che “la fiducia riposta nel presidente della FIFA è stata tradita”, accusando Infantino di aver “gravemente danneggiato” l’immagine globale del calcio con la sua gestione della governance dell’organismo mondiale.
La decisione segna una frattura politica storica tra la Francia — una delle federazioni più influenti del calcio mondiale — e il vertice della FIFA, a meno di sette mesi dalle elezioni presidenziali previste per il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. La FFF si unisce così a un fronte crescente di federazioni europee che hanno preso le distanze da Infantino, tra cui Belgio, Finlandia, Grecia, Italia, Inghilterra, Germania e Paesi Bassi.
Il voto unanime del comitato esecutivo FFF
La riunione del comitato esecutivo della FFF si è tenuta giovedì 10 settembre 2026 nella sede della federazione a Parigi. Il voto è stato unanime: tutti i membri presenti hanno approvato il ritiro del sostegno a Infantino per la sua candidatura a un quarto mandato come presidente della FIFA, secondo quanto riportato da Le Monde.
Philippe Diallo, che aveva personalmente espresso riserve sulla leadership di Infantino già nelle settimane precedenti, ha atteso la convocazione formale del comitato esecutivo prima di rendere pubblica la posizione della federazione. Come aveva spiegato alla fine di agosto: “Non intendo impegnare la federazione prima di aver consultato le sue autorità”.
Il comunicato ufficiale della FFF, pubblicato sul sito della federazione, ha specificato che la decisione è stata motivata da “una serie di eventi che coinvolgono direttamente la governance della FIFA e il suo presidente, emersi dopo il sostegno fornito dalla FFF il 29 giugno, in totale contraddizione con i principi essenziali della buona governance e con i valori del calcio”.
Le accuse di Diallo: “Fiducia tradita, immagine del calcio danneggiata”
Le parole di Philippe Diallo sono state particolarmente dure e dirette. Il presidente della FFF ha dichiarato che “la fiducia riposta nel presidente della FIFA è stata tradita” e che l’approccio attuale alla governance del calcio mondiale “non ci corrisponde più”. In una dichiarazione raccolta da Reuters, Diallo ha aggiunto che l’immagine globale del calcio è stata “gravemente danneggiata” sotto la leadership di Infantino.
Il punto di rottura specifico, secondo le ricostruzioni giornalistiche, è stato il progetto avanzato da Infantino alla fine di luglio 2026 per la creazione di una società commerciale che avrebbe incluso i diritti della Coppa del Mondo, consentendo a investitori esterni di acquistare quote. Questo piano ha provocato una reazione a catena tra le federazioni europee, che lo hanno interpretato come un tentativo di privatizzare di fatto il patrimonio calcistico più prezioso della FIFA.
Diallo ha comunque riconosciuto un successo parziale nella battaglia contro il progetto commerciale: “Credo che abbiamo ottenuto una vittoria, dato che il progetto della FIFA è stato ritirato”, ha detto in un’intervista rilasciata a L’Équipe alla fine di agosto 2026. Tuttavia, ha chiarito che la questione si era ormai spostata oltre il singolo progetto, investendo l’intera direzione istituzionale della FIFA sotto la guida di Infantino.
Le richieste di riforma della governance FIFA
La FFF non si è limitata a ritirare il sostegno: ha esplicitamente chiesto una “riforma fondamentale della governance della FIFA”. Questa richiesta si articola su diversi fronti, tutti legati alla percezione che il potere all’interno della FIFA si sia eccessivamente concentrato attorno alla figura del presidente.
Le aree di riforma identificate dalle federazioni dissidenti includono:
- Maggiore trasparenza nei processi decisionali della FIFA
- Standard più rigorosi di governance e accountability
- Il ritiro definitivo di qualsiasi progetto di apertura dei diritti commerciali della Coppa del Mondo a investitori privati
- La riduzione della concentrazione di potere attorno alla presidenza FIFA
- Meccanismi di controllo indipendenti più efficaci sulle decisioni del vertice
Queste richieste si inseriscono in un dibattito più ampio sulla governance del calcio mondiale che dura da anni, ma che ha raggiunto un’intensità senza precedenti nell’estate 2026, dopo il controverso progetto di commercializzazione dei diritti mondiali.
Il fronte europeo contro Infantino: cronologia della rivolta
La decisione della FFF non è un caso isolato. Si inserisce in un’ondata crescente di federazioni europee che hanno progressivamente ritirato il loro appoggio a Infantino nel corso dell’estate e dell’inizio dell’autunno 2026. La cronologia rivela l’accelerazione di questa crisi politica all’interno del calcio mondiale.
| Data | Federazione | Motivazione principale |
|---|---|---|
| 10 settembre 2026 | Francia (FFF) | “Fiducia tradita”, governance incompatibile con i valori del calcio |
| 7 settembre 2026 | Belgio | Mancanza di trasparenza, gestione del caso Balogun, piano investitori privati |
| 30-31 luglio 2026 | Finlandia, Grecia, Italia | Preoccupazioni su governance, trasparenza e progetto commerciale Coppa del Mondo |
| Agosto 2026 | Inghilterra (FA) | Ritiro formale del sostegno al Congresso FIFA |
| Agosto 2026 | Germania (DFB) | Rifiuto di appoggiare la rielezione |
| Agosto 2026 | Paesi Bassi (KNVB) | Dichiarazione di non votare per Infantino |
| Estate 2026 | Danimarca | “Non voteremo mai per lui” |
Particolarmente significativo è il caso del Belgio, la cui federazione ha ritirato il sostegno il 7 settembre 2026 — solo tre giorni prima della Francia — citando non solo le questioni di governance ma anche la gestione da parte di Infantino della controversa inversione del cartellino rosso al giocatore statunitense Folarin Balogun durante la Coppa del Mondo 2026, secondo quanto riportato da Al Jazeera.
Va ricordato che l’Italia è tra le federazioni che hanno già preso posizione contro Infantino, ritirandosi tra il 30 e il 31 luglio 2026. Questo fatto assume un significato particolare nel contesto italiano, dove la questione della governance FIFA si intreccia con le dinamiche del calcio nazionale e con il ruolo della FIGC nelle politiche sportive internazionali. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, si è trovato ad allinearsi con i colleghi europei in quella che è diventata una vera e propria sfida continentale alla leadership di Infantino.
Il sostegno africano: la carta di Infantino
Nonostante la crescente opposizione europea, Infantino ha ricevuto un’ancora di salvezza il 6 agosto 2026, quando la Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha votato all’unanimità per sostenere la sua leadership. Con 54 federazioni affiliate, la CAF rappresenta uno dei blocchi di voto più importanti all’interno della FIFA, e il suo appoggio offre a Infantino una base solida da cui contrastare la rivolta europea.
Il sostegno della CAF non è sorprendente: durante la sua presidenza, Infantino ha investito considerevolmente nello sviluppo del calcio africano e ha lavorato per rafforzare i legami con le federazioni del continente. L’elezione presidenziale del marzo 2027, prevista proprio a Rabat, in Marocco, si svolgerà simbolicamente in territorio africano, un ulteriore segnale della centralità di questo blocco nella strategia politica di Infantino.
Tuttavia, come ha osservato Reuters nella sua analisi del 6 agosto, il sostegno africano “è improbabile che ponga fine allo scrutinio su come il calcio è governato a livello globale”. La battaglia sulla governance, secondo gli osservatori, è destinata a proseguire indipendentemente dall’esito elettorale, poiché le questioni sollevate dalle federazioni europee riguardano la struttura stessa del potere all’interno della FIFA.
Il progetto commerciale che ha innescato la crisi
Al centro della frattura tra le federazioni europee e Infantino c’è il progetto, presentato alla fine di luglio 2026, per la creazione di una società commerciale legata ai diritti della Coppa del Mondo che avrebbe consentito a investitori privati di acquistare quote. Questo piano ha rappresentato, per molti critici, un cambiamento radicale nella filosofia della FIFA: trasformare il torneo calcistico più importante del mondo in un asset parzialmente privatizzato.
Le federazioni europee hanno reagito con allarme, interpretando il progetto come un tentativo di svendere il patrimonio calcistico mondiale a interessi finanziari esterni. La Finlandia è stata tra le prime a reagire, ritirando il sostegno a Infantino il 30 luglio 2026, seguita nello stesso giorno dalla Grecia e il giorno successivo dall’Italia.
Il progetto è stato successivamente ritirato dalla FIFA, una mossa che Diallo ha definito “una vittoria”. Ma il danno politico era ormai fatto: la proposta aveva cristallizzato un’opposizione che covava da tempo e aveva trasformato le preoccupazioni diffuse sulla governance in un movimento organizzato contro la rielezione di Infantino. Come ha osservato lo stesso Diallo, la questione si era ormai spostata dal singolo progetto commerciale all’intera direzione politica e istituzionale della FIFA.
Le elezioni FIFA del 18 marzo 2027: lo scenario politico
Le elezioni per la presidenza della FIFA sono previste per il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. Infantino si candida per un quarto mandato, dopo essere stato eletto per la prima volta nel 2016 succedendo a Sepp Blatter. La sua prima rielezione è avvenuta nel 2019, seguita da una seconda conferma nel 2023.
Lo scenario politico è complesso. Da un lato, Infantino può contare sul sostegno compatto della CAF e su una rete consolidata di alleanze in Asia, nel Medio Oriente e in altre aree. Dall’altro, la rivolta delle federazioni europee rappresenta una sfida senza precedenti alla sua leadership, anche se numericamente l’Europa (con 55 federazioni nella UEFA) non è sufficiente da sola per impedire la rielezione in un’assemblea di 211 federazioni con diritto di voto.
La UEFA, pur non avendo formalmente dichiarato un boicottaggio dell’elezione, ha mantenuto una posizione critica. Secondo Reuters, alla fine di agosto 2026 la UEFA era pronta ad abbandonare la minaccia di boicottaggio del voto — una posizione che avrebbe potuto isolarla ulteriormente — ma ha continuato a premere per riforme strutturali. Il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, il cui mandato è scaduto nell’aprile 2025 (con la successione poi avvenuta), aveva già in passato avuto rapporti tesi con Infantino.
Ad oggi, non è emerso un candidato alternativo credibile a Infantino, il che rende la sua rielezione ancora lo scenario più probabile nonostante l’opposizione europea. Tuttavia, la portata della rivolta — con almeno sette importanti federazioni europee che hanno ritirato il sostegno — potrebbe incoraggiare potenziali sfidanti a presentarsi.
Il peso della Francia nel calcio mondiale
La decisione della FFF ha un peso specifico particolare nel panorama del calcio mondiale. La Francia è una delle nazioni calcistiche più importanti del pianeta: due volte campione del mondo (1998 e 2018), finalista della Coppa del Mondo 2022, sede della Ligue 1 (uno dei cinque principali campionati europei), e patria di alcuni dei calciatori più talentuosi della storia, da Zinédine Zidane a Kylian Mbappé.
La FFF è anche una delle federazioni fondatrici della FIFA e ha storicamente avuto un’influenza significativa nelle politiche calcistiche internazionali. Il fatto che abbia ritirato il sostegno a Infantino con un voto unanime — senza una singola voce dissenziente nel comitato esecutivo — segnala la profondità della frattura e la determinazione della federazione a perseguire un cambiamento nella governance mondiale.
Philippe Diallo, presidente della FFF dal gennaio 2023, si è dimostrato un leader disposto a prendere posizioni forti sulla scena internazionale. La sua gestione della crisi con la FIFA — attendendo la consultazione formale del comitato esecutivo prima di prendere posizione pubblicamente, ma poi esprimendosi in termini inequivocabili — è stata interpretata dagli osservatori come un esempio di leadership istituzionale nel calcio europeo.
Le ripercussioni sulla Serie A e il calcio italiano
Per il calcio italiano, la vicenda ha implicazioni dirette. L’Italia è stata tra le prime federazioni a ritirare il sostegno a Infantino, il 30-31 luglio 2026, e la mossa francese rafforza la posizione della FIGC all’interno del fronte europeo. I due paesi, tradizionali rivali sul campo ma spesso alleati nelle politiche calcistiche continentali, si trovano ora dalla stessa parte della barricata in quella che è diventata la più grande sfida alla leadership della FIFA degli ultimi anni.
La questione della governance FIFA interessa direttamente il calcio italiano anche sotto il profilo economico. La gestione dei diritti della Coppa del Mondo e delle competizioni FIFA ha ricadute significative sui ricavi delle federazioni nazionali e, di conseguenza, sull’intero sistema calcistico di ciascun paese. Un eventuale cambiamento nella struttura commerciale della FIFA potrebbe influenzare i flussi finanziari verso le federazioni affiliate, con effetti a cascata sui campionati nazionali.
Nel contesto della Serie A 2026-27 appena iniziata, dove i club italiani stanno investendo massicciamente per competere ai massimi livelli europei, la stabilità della governance FIFA è un fattore che non può essere ignorato. Le decisioni prese a livello FIFA sui format delle competizioni, sulla distribuzione dei ricavi e sulle regolamentazioni dei trasferimenti hanno un impatto diretto sulla competitività dei club italiani.
Cosa aspettarsi: i prossimi mesi decisivi
I prossimi sei mesi saranno cruciali per il futuro della governance del calcio mondiale. Diversi scenari si profilano all’orizzonte:
- Candidature alternative: L’opposizione crescente potrebbe incoraggiare uno o più sfidanti a presentarsi formalmente contro Infantino. Il termine per le candidature al 77° Congresso FIFA non è ancora scaduto, e la rivolta europea potrebbe essere il catalizzatore necessario.
- Trattative sulle riforme: È possibile che Infantino tenti di riconquistare il sostegno europeo offrendo concessioni sulla governance. Il ritiro del progetto commerciale sui diritti mondiali è stato un primo passo, ma le federazioni dissidenti chiedono cambiamenti strutturali più profondi.
- Espansione del fronte anti-Infantino: Altre federazioni, in Europa e potenzialmente in altre confederazioni, potrebbero unirsi alla rivolta nei prossimi mesi, alterando l’equilibrio dei poteri all’interno della FIFA.
- Il ruolo della UEFA: La posizione ufficiale della UEFA — tra minaccia di boicottaggio e pragmatismo politico — sarà determinante per la credibilità del fronte europeo.
La decisione della FFF del 10 settembre 2026 rappresenta un punto di non ritorno nella crisi di fiducia tra le federazioni europee e la presidenza FIFA. Che Infantino riesca o meno a essere rieletto nel marzo 2027, la sfida alla sua leadership ha già cambiato i termini del dibattito sulla governance del calcio mondiale. Come ha sintetizzato Diallo, l’attuale approccio “non ci corrisponde più” — una frase che potrebbe diventare lo slogan di un movimento che va ben oltre i confini del calcio francese.
Photo: Администрация Президента России, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
Photo: Bryan Berlin, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons



