Di Canio Critica Amorim: “Milan Cantiere Aperto Come lo United”

Verificato da Matteo Costa
Riepilogo

Paolo Di Canio attacca Ruben Amorim dopo Milan-Benfica: "Stessi errori dello United", il caso Rabiot escluso e il precedente di agosto.

8 min di lettura

L’ex attaccante ed ex allenatore Paolo Di Canio ha criticato duramente Ruben Amorim dopo la partita di Europa League tra il Milan e il Benfica del 16 settembre 2026, sostenendo che il tecnico portoghese stia ripetendo a Milano gli stessi errori commessi durante la sua esperienza al Manchester United. Di Canio ha definito la squadra rossonera un “cantiere aperto” e ha puntato il dito contro il metodo di gestione dello spogliatoio da parte di Amorim, citando in particolare l’esclusione di Adrien Rabiot dall’undici titolare.

Le dichiarazioni, riportate da diverse testate italiane subito dopo il fischio finale della sfida di Europa League, rilanciano il dibattito sulla capacità di Amorim di gestire un gruppo con giocatori esperti, a poco più di tre mesi dal suo insediamento sulla panchina del Milan.

Risposta diretta: cosa ha detto Di Canio e perché

Paolo Di Canio, ex bandiera di Lazio e West Ham oltre che ex tecnico di Swindon Town e Sunderland, ha commentato la prestazione del Milan contro il Benfica sostenendo che Ruben Amorim non dialoghi a sufficienza con i giocatori più esperti della rosa, ripetendo secondo l’ex numero 10 le stesse dinamiche già viste durante la sua gestione al Manchester United. Il riferimento più diretto riguarda l’esclusione di Adrien Rabiot dalla formazione titolare, scelta che Di Canio ha indicato come sintomo di un metodo di selezione che privilegia l’imposizione di un’idea tattica rigida rispetto al dialogo con i senatori dello spogliatoio.

Secondo la ricostruzione circolata dopo la partita, Di Canio ha affermato di aver seguito da vicino il percorso di Amorim ai tempi dello United, sottolineando come il tecnico stia compiendo scelte molto simili anche a Milano, nel tentativo dichiarato di costruire un gruppo coeso attraverso decisioni di formazione talvolta impopolari. Il commento arriva in un momento delicato per Amorim, che ha lasciato la panchina del Manchester United per accasarsi al Milan appena tre mesi fa.

Il contesto: la sfida di Europa League contro il Benfica

Le critiche di Di Canio sono arrivate a margine della partita di Europa League disputata dal Milan contro il Benfica il 16 settembre 2026. È stato proprio l’andamento di quella gara, con le scelte di formazione operate da Amorim, a fornire lo spunto per il confronto diretto con il periodo inglese del tecnico portoghese. Il match ha riacceso l’attenzione mediatica italiana su un allenatore che, dopo mesi difficili in Premier League, sta ora affrontando le prime difficoltà di adattamento anche in Serie A e nelle coppe europee.

Il caso si inserisce in un filone più ampio di tecnici sotto osservazione in questo avvio di stagione italiana, non dissimile da quanto accaduto nelle scorse settimane a Bologna, dove la dirigenza ha deciso di esonerare Domenico Tedesco dopo appena quattro giornate per affidare la panchina a Raffaele Palladino. La pressione sui risultati immediati, in Serie A come nelle coppe, resta quindi un tema centrale per qualunque allenatore alla prima stagione in un nuovo club italiano.

Chi è Ruben Amorim e il suo percorso fino al Milan

Ruben Amorim, nato il 27 gennaio 1985 e quindi oggi quarantunenne, è stato nominato allenatore del Milan nel giugno 2026, dopo aver lasciato l’incarico al Manchester United. Secondo quanto riportato al momento del suo approdo in rossonero, l’accordo con il Milan prevede un ingaggio di circa 3,5 milioni di euro a stagione, con un contratto descritto da alcune fonti come biennale con opzione per un terzo anno, e da altre come un accordo triennale. Amorim aveva con lo United un contratto formalmente valido fino al 30 giugno 2027, ma ha scelto di lasciare Manchester per accettare la proposta rossonera.

Il passaggio dal calcio inglese alla Serie A rappresenta per Amorim una sfida di adattamento non banale, sia dal punto di vista tattico sia da quello della gestione dello spogliatoio, un aspetto che è proprio al centro delle critiche mosse da Di Canio. Il tecnico portoghese è noto per il suo modulo con tre difensori centrali e per un’idea di calcio molto strutturata, che in Inghilterra non sempre ha trovato l’adesione convinta di tutta la rosa a disposizione.

Il precedente USA: Milan-Manchester United 4-2 in amichevole

Il paragone tra il presente rossonero e il passato inglese di Amorim non nasce dal nulla. Il 15 agosto 2026 Milan e Manchester United si erano già affrontate in un’amichevole estiva, terminata 4-2 in favore dei rossoneri. In quell’occasione il Milan era rimontato dopo essere andato sotto nel punteggio, trovando la via del gol con Samuel Chukwueze, Alphadjo Cissè, Gonçalo Ramos e Ruben Loftus-Cheek. Quel precedente aveva già acceso i riflettori sul doppio filo che lega Amorim alle due squadre, offrendo ai media italiani un primo termine di paragone diretto tra il suo prima e il suo dopo.

Da allora, ogni difficoltà della gestione Amorim al Milan viene inevitabilmente letta alla luce di quanto accaduto a Manchester, alimentando un dibattito che coinvolge opinionisti, ex giocatori ed ex allenatori come lo stesso Di Canio.

Il caso Rabiot e la gestione dei senatori

Al centro delle critiche di Di Canio c’è la scelta di Amorim di non schierare Adrien Rabiot dal primo minuto contro il Benfica. Il centrocampista francese, arrivato al Milan con un curriculum internazionale di alto livello, viene indicato da Di Canio come esempio emblematico di un giocatore esperto tenuto ai margini del progetto tecnico, in una dinamica che secondo l’ex tecnico ricalca quanto già visto con alcuni senatori dello spogliatoio dello United durante la gestione Amorim in Inghilterra.

Non è la prima volta che un allenatore in Serie A viene messo sotto la lente per le proprie scelte di gestione del gruppo: la stagione in corso ha già visto casi di forte pressione ambientale attorno a diverse panchine italiane, segno di quanto il tema del rapporto tra tecnico e giocatori esperti resti centrale nel dibattito calcistico nazionale.

Le reazioni e il dibattito nei media italiani

Le parole di Di Canio, pronunciate subito dopo la sfida di Europa League del 16 settembre, sono state riprese da diverse testate sportive italiane proprio per la loro durezza e per il parallelismo esplicito tracciato con l’esperienza di Amorim in Premier League. L’ex tecnico ha insistito sul concetto che il Milan, dal punto di vista organizzativo e di identità di squadra, sia ancora un progetto in costruzione, usando l’espressione “cantiere aperto” per descrivere lo stato attuale della rosa rossonera a pochi mesi dall’inizio della stagione.

Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio di attenzione mediatica verso gli allenatori stranieri approdati in Serie A nell’ultima sessione di mercato, con particolare attenzione ai tempi di adattamento richiesti per imporre un’identità tattica precisa in un campionato con caratteristiche molto diverse rispetto alla Premier League.

Tabella riassuntiva: la carriera recente di Ruben Amorim

PeriodoClubDettaglio
Da giugno 2026AC MilanIngaggio riportato di circa 3,5 milioni di euro a stagione; contratto descritto come biennale con opzione per un terzo anno / triennale a seconda delle fonti
Fino a giugno 2026Manchester UnitedContratto formalmente valido fino al 30 giugno 2027, lasciato anticipatamente per il trasferimento al Milan

Punti chiave della vicenda

  • Il 16 settembre 2026 Paolo Di Canio ha criticato Ruben Amorim dopo Milan-Benfica di Europa League.
  • Di Canio ha definito il Milan un “cantiere aperto”, accusando Amorim di ripetere errori già visti al Manchester United.
  • Il riferimento più diretto riguarda l’esclusione di Adrien Rabiot dall’undici titolare.
  • Amorim, 41 anni, è arrivato al Milan a giugno 2026 dopo aver lasciato il Manchester United.
  • Il 15 agosto 2026 Milan e Manchester United si erano già affrontate in amichevole, con vittoria rossonera per 4-2.

Cosa succede adesso

Al momento non risultano repliche ufficiali da parte di Ruben Amorim o della dirigenza del Milan alle dichiarazioni di Paolo Di Canio. La vicenda resta quindi aperta sul piano del dibattito mediatico, senza che vi sia stata alcuna presa di posizione ufficiale del club rossonero sul tema sollevato. Il prossimo banco di prova per Amorim sarà il proseguimento del percorso europeo e campionato del Milan, dove ogni scelta di formazione continuerà probabilmente a essere letta alla luce del confronto con il suo recente passato a Manchester.

Allenatore di calcio in giacca scura che dà indicazioni a bordo campo in uno stadio illuminato

Resta inoltre da capire se le parole di Di Canio troveranno eco in altri ex giocatori o opinionisti, alimentando un confronto che, complice il precedente diretto dell’amichevole di agosto tra le due squadre, difficilmente si esaurirà nel giro di pochi giorni. Per approfondire il contesto delle difficoltà dei tecnici stranieri in Serie A in questo avvio di stagione, resta utile anche il caso di Domenico Tedesco esonerato dal Bologna dopo quattro giornate, che conferma quanto la pazienza verso i nuovi allenatori sia attualmente ridotta ai minimi termini nel campionato italiano.

Sources

Photo: Hilton Teper, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

📷 Crediti fotografici — Hero: Hilton Teper · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
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Marco Ferretti, LifeBogger author

Marco Ferretti

Ciao! Sono Marco Ferretti e scrivo per i lettori italiani di LifeBogger, raccontando l'infanzia e la biografia dei calciatori. Mi dedico a ricostruire le origini, la famiglia e i primi anni di carriera dei giocatori: le storie che vengono molto prima dei riflettori. Ogni campione ha un cortile, un oratorio o una strada da cui è partito.

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