Oriali: “Gesto vergognoso” degli ultras Juve al silenzio per Mazzola

Verificato da Matteo Costa
Riepilogo

Gabriele Oriali condanna il gesto degli ultras della Juventus che hanno voltato le spalle al minuto di silenzio per Sandro Mazzola il 20 settembre 2026.

9 min di lettura

Gabriele Oriali, storico centrocampista e oggi team manager dell’Inter, ha definito “vergognoso” il gesto di una parte della Curva Sud della Juventus, che il 20 settembre 2026 ha voltato le spalle al campo durante il minuto di silenzio in ricordo di Sandro Mazzola, prima della sfida dell’Allianz Stadium di Torino tra Juventus e Atalanta. Oriali ha chiesto che i responsabili vengano identificati e allontanati dagli stadi.

La Juventus ha battuto l’Atalanta 2-0 nella partita in questione, ma il match è stato oscurato dalle polemiche legate al comportamento di un settore della propria tifoseria durante l’omaggio alla leggenda dell’Inter e della Nazionale italiana, scomparso pochi giorni prima. Un gruppo di sostenitori bianconeri ha voltato le spalle al terreno di gioco nel momento del tributo e, secondo diverse ricostruzioni, ha intonato cori durante il silenzio, cantando i nomi di figure storicamente legate alla Juventus come Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli.

Risposta diretta: cosa è successo e perché

In sintesi: durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola, prima di Juventus-Atalanta del 20 settembre 2026 all’Allianz Stadium, una parte della Curva Sud bianconera ha voltato le spalle al campo e ha cantato nomi di ex giocatori e dirigenti juventini invece di osservare il tributo. La Juventus ha condannato pubblicamente l’episodio, gli ispettori della Procura Federale della FIGC hanno preso nota del fatto per il fascicolo disciplinare e Gabriele Oriali, vicino all’Inter per decenni, ha definito il gesto “vergognoso” e “deplorevole”, chiedendo l’identificazione e l’allontanamento dei responsabili dagli stadi.

Il club bianconero ha diffuso una nota in cui ribadisce l’importanza del “rispetto e dello spirito sportivo”, distanziandosi in modo netto dal comportamento di quella frangia di tifosi. Secondo quanto riportato da Sky Sport, gli ispettori della Procura Federale della FIGC presenti all’Allianz Stadium hanno annotato l’episodio, che potrebbe quindi confluire in un procedimento disciplinare nelle prossime settimane.

Le parole di Oriali su Mazzola e sul gesto degli ultras

Gabriele Oriali, oggi team manager dell’Inter e figura di riferimento nello spogliatoio nerazzurro, ha voluto commentare pubblicamente quanto accaduto a Torino. “Un gesto vergognoso”, ha dichiarato Oriali, aggiungendo che chi si è reso protagonista di quel comportamento “andrebbe identificato e allontanato dagli stadi”. In dichiarazioni successive, Oriali ha rincarato la dose, parlando di “un’immagine brutta” e definendo l’episodio “un gesto deplorevole”.

Le parole di Oriali non sono soltanto un giudizio tecnico o istituzionale: affondano le radici in un legame personale con Sandro Mazzola. Oriali ha ricordato come Mazzola lo avesse accolto con calore agli esordi della sua carriera in nerazzurro, un dettaglio che rende la sua condanna del gesto ancora più diretta e sentita. Mazzola, insieme a Oriali, ha rappresentato per decenni un pezzo di storia dell’Inter, e la sua recente scomparsa ha suscitato cordoglio in tutto il mondo del calcio italiano, ben oltre i confini nerazzurri.

La partita e il contesto del tributo

Il tributo a Mazzola era previsto prima del calcio d’inizio di Juventus-Atalanta, gara che i bianconeri hanno poi vinto 2-0 il 20 settembre 2026 all’Allianz Stadium. Come da prassi in occasioni simili, l’arbitro e le due squadre si sono schierate a centrocampo per osservare il minuto di silenzio in memoria del campione scomparso, una delle figure più iconiche del calcio italiano del dopoguerra, capace di vincere due Coppe dei Campioni con l’Inter e di conquistare il titolo di campione del mondo con la Nazionale nel 1982.

Secondo le ricostruzioni pubblicate da Sky Sport, Corriere dello Sport, Football Italia, Goal e Fox Sports, proprio in quei secondi un gruppo di tifosi della Curva Sud ha voltato le spalle al terreno di gioco, intonando cori con i nomi di Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli — tre figure storicamente associate al club bianconero — anziché osservare il silenzio richiesto. Le immagini e i resoconti dell’episodio si sono rapidamente diffusi sui principali media sportivi italiani ed europei nei giorni successivi, alimentando un dibattito acceso sul rispetto dovuto alla memoria di un avversario storico.

La posizione ufficiale della Juventus

Il club bianconero ha preso pubblicamente le distanze dal comportamento di quella parte della tifoseria, sottolineando in una nota l’importanza del “rispetto e dello spirito sportivo” come valori imprescindibili del club. La società, secondo quanto riferito da Football Italia e Corriere dello Sport, ha voluto marcare con chiarezza la propria condanna dell’episodio, cercando di limitare le ripercussioni d’immagine legate a un gesto che ha suscitato reazioni indignate ben oltre l’ambiente juventino.

La vicenda si inserisce in un contesto già delicato per il club bianconero, alle prese in questi giorni anche con l’emergenza in porta dopo l’infortunio al ginocchio di Kamil Grabara, che ha portato la dirigenza a chiudere per l’ingaggio del portiere svincolato Neto. Un settembre complicato, dunque, tra questioni di campo e ora anche una controversia disciplinare che coinvolge direttamente l’immagine del club.

Il fascicolo della Procura Federale FIGC

Secondo quanto riportato da Sky Sport, gli ispettori della Procura Federale della FIGC presenti allo stadio durante Juventus-Atalanta hanno annotato l’episodio del minuto di silenzio mancato, un elemento che potrebbe essere valutato nell’ambito del consueto esame dei referti di gara. Non è stata ancora resa nota alcuna decisione ufficiale in merito a eventuali sanzioni sportive, e al momento la vicenda resta oggetto di verifica da parte degli organi competenti.

Va precisato che, allo stato attuale, non risulta alcun provvedimento disciplinare formale reso pubblico nei confronti della Juventus in relazione specifica al mancato rispetto del minuto di silenzio: il fascicolo, per quanto riportato dalle fonti, è al momento in fase di annotazione e valutazione, non di sanzione definitiva.

Chi era Sandro Mazzola

Sandro Mazzola, figlio del leggendario Valentino Mazzola, ha legato il proprio nome all’Inter della “Grande Inter” di Helenio Herrera, con cui ha vinto due Coppe dei Campioni e quattro scudetti tra gli anni ’60 e ’70. Con la Nazionale italiana ha conquistato il titolo di campione del mondo nel 1982 come parte dello staff tecnico, dopo una carriera da giocatore che lo ha visto disputare i Mondiali del 1970, con la storica finale contro il Brasile di Pelé. La sua figura è considerata uno dei simboli della storia del calcio italiano del secondo Novecento, rispettata trasversalmente da tifoserie di club rivali.

È proprio questo status di figura storica e trasversale del calcio italiano — non legata a un’unica tifoseria, ma riconosciuta come patrimonio comune dello sport nazionale — a spiegare l’ampiezza delle reazioni negative all’episodio di Torino, che ha coinvolto commentatori, ex giocatori e dirigenti ben oltre l’ambiente nerazzurro.

Reazioni nel mondo del calcio italiano

Le dichiarazioni di Oriali si aggiungono a un coro di reazioni critiche pubblicate dai principali organi di informazione sportiva italiana nei giorni successivi all’episodio. La vicenda ha acceso un dibattito più ampio sul rispetto dovuto ai momenti di lutto negli stadi italiani, un tema che negli ultimi anni è tornato periodicamente al centro delle cronache sportive quando episodi simili hanno coinvolto tifoserie di diverse squadre di Serie A.

La copertura mediatica dell’episodio è stata ampia: oltre a Sky Sport e Corriere dello Sport, la notizia è stata ripresa da Football Italia, Goal e Fox Sports, a testimonianza dell’eco che il gesto ha avuto ben oltre i confini italiani. Il fatto che si sia trattato di un tributo a una figura storica dell’Inter, resa nel contesto di una partita casalinga della Juventus, ha ulteriormente amplificato la sensibilità del tema, alimentando il confronto anche tra le due tifoserie storicamente rivali.

Va sottolineato che, al momento, non risultano dichiarazioni ufficiali da parte della dirigenza dell’Inter oltre a quelle rilasciate da Oriali, né prese di posizione formali della Lega Serie A sull’episodio specifico, che resta principalmente all’attenzione della FIGC e del club bianconero.

Cronologia dei fatti

  • 20 settembre 2026 — Minuto di silenzio per Sandro Mazzola prima di Juventus-Atalanta all’Allianz Stadium; una parte della Curva Sud bianconera volta le spalle al campo e canta durante il tributo.
  • 20 settembre 2026 — La Juventus batte l’Atalanta 2-0.
  • 21 settembre 2026 — Circolano le prime notizie relative a una multa di 10.000 euro legata al mancato rispetto del tributo a Mazzola.
  • Giorni successivi — La Juventus diffonde una nota di condanna dell’episodio, richiamando i valori di “rispetto e sportività”.
  • Giorni successivi — Sky Sport riporta che gli ispettori della Procura Federale FIGC hanno annotato l’episodio per il fascicolo disciplinare.
  • 23 settembre 2026 — Gabriele Oriali interviene pubblicamente, definendo il gesto “vergognoso” e “deplorevole” e chiedendo l’identificazione dei responsabili.

Questa cronologia si basa esclusivamente su quanto riportato dalle fonti citate; eventuali sviluppi ulteriori, incluse decisioni disciplinari definitive, non sono ancora stati resi noti pubblicamente al momento della pubblicazione di questo articolo.

Stadio italiano gremito di tifosi sotto le luci serali prima di una partita di Serie A

Il precedente della multa da 10.000 euro

Secondo quanto emerso nella copertura giornalistica del 21 settembre 2026, la Juventus sarebbe già stata multata per 10.000 euro in relazione al mancato rispetto del tributo a Mazzola, una sanzione economica che si aggiungerebbe all’eventuale procedimento disciplinare aperto dalla Procura Federale. Si tratta di un dato riportato dalle fonti giornalistiche consultate, che al momento non risulta confermato da un comunicato ufficiale della FIGC reperibile pubblicamente con dettagli aggiuntivi sul provvedimento.

Non è la prima volta che un episodio legato al comportamento delle tifoserie durante un momento di lutto negli stadi italiani genera conseguenze economiche o disciplinari per i club coinvolti: la normativa sportiva italiana prevede sanzioni per i cori discriminatori o irrispettosi, ma i casi di mancato rispetto di un minuto di silenzio restano meno frequenti e generalmente suscitano una condanna pressoché unanime da parte dell’opinione pubblica sportiva.

Cosa significa per la Juventus e cosa aspettarsi

Per la Juventus, l’episodio rappresenta un problema di immagine che si somma a una fase già delicata sul piano sportivo, con il club impegnato anche a gestire l’emergenza portieri dopo l’infortunio di Grabara. Sul piano istituzionale, la società ha scelto la via della condanna pubblica e immediata, distanziandosi nettamente dal comportamento della frangia di tifosi coinvolta, nel tentativo di limitare i danni reputazionali legati a un gesto che ha attirato critiche trasversali, comprese quelle di una figura storica del calcio italiano come Oriali.

Resta ora da capire se la Procura Federale della FIGC deciderà di avviare un procedimento disciplinare formale sulla base delle annotazioni raccolte dai propri ispettori allo stadio, e se emergeranno ulteriori dettagli sulla sanzione da 10.000 euro riportata dalle fonti giornalistiche. Al momento, nessuna delle due questioni risulta definita con un provvedimento ufficiale reso pubblico, e la vicenda resta un caso aperto che il mondo del calcio italiano continuerà a seguire nei prossimi giorni.

Il caso arriva in un momento comunque intenso per la Serie A, con la Juventus reduce anche dal recente confronto sul mercato che ha coinvolto il difensore David Alaba, passato all’Udinese con un accordo verbale già trovato, a testimonianza di un club impegnato su più fronti tra campo, mercato e ora anche gestione dell’immagine pubblica.

Sources

Photo via Wikimedia Commons (Public domain)

Condividi la tua passione
Marco Ferretti, LifeBogger author

Marco Ferretti

Ciao! Sono Marco Ferretti e scrivo per i lettori italiani di LifeBogger, raccontando l'infanzia e la biografia dei calciatori. Mi dedico a ricostruire le origini, la famiglia e i primi anni di carriera dei giocatori: le storie che vengono molto prima dei riflettori. Ogni campione ha un cortile, un oratorio o una strada da cui è partito.

Articoli: 119

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *