Le storie mai raccontate dell'infanzia e le biografie delle stelle del calcio

Daniel Maldini segna dal dischetto e il Cagliari espugna Bergamo battendo l’Atalanta 2-1
Riepilogo
Daniel Maldini trasforma il rigore decisivo contro l'Atalanta, sua squadra proprietaria. Il Cagliari di Pisacane vince 2-1 a Bergamo e sale al terzo posto in Serie A.
Indice
- 1 Il racconto della partita: dal vantaggio sardo all’equilibrio e al colpo decisivo
- 2 Sarri non drammatizza: «Sono meno preoccupato rispetto alle partite precedenti»
- 3 Pisacane esalta il Cagliari: «Spirito di sacrificio e calcio di qualità»
- 4 La dinastia Maldini: tre generazioni con la maglia azzurra
- 5 Il percorso di Daniel Maldini: dall’accademia rossonera al prestito decisivo
- 6 La carriera di Daniel Maldini nei club
- 7 L’ironia del gol contro il club proprietario del cartellino
- 8 Il Cagliari di Pisacane: un inizio da sogno in Serie A
- 9 Atalanta in cerca di identità con il nuovo Sarri
- 10 I dati della partita
- 11 Cosa aspettarsi nelle prossime giornate
- 12 Sources
Daniel Maldini ha trasformato il rigore decisivo al 61′ regalando al Cagliari una prestigiosa vittoria per 2-1 in casa dell’Atalanta nella quarta giornata di Serie A, disputata sabato 12 settembre 2026 al Gewiss Stadium di Bergamo. Il figlio di Paolo Maldini, in prestito proprio dai nerazzurri bergamaschi, ha battuto con freddezza glaciale il portiere Marco Carnesecchi — suo ex compagno di squadra — portando la squadra di Fabio Pisacane a quota tre vittorie su quattro partite e al terzo posto nella classifica del massimo campionato italiano.
Il gol dal dischetto è arrivato dopo un fallo di mano di Sead Kolasinac su un calcio di punizione battuto da Romano, episodio che ha generato proteste tra i giocatori dell’Atalanta ma che l’arbitro ha confermato senza esitazione. Maldini si è presentato sul dischetto con una calma impressionante: ha danzato sul posto con finte e pause, attendendo che Carnesecchi si tuffasse prima di calciare dalla parte opposta, secondo quanto riportato da Il Quotidiano Nazionale.
Il racconto della partita: dal vantaggio sardo all’equilibrio e al colpo decisivo
Il Cagliari è sceso in campo con un atteggiamento coraggioso fin dal primo minuto, imponendo un pressing alto che ha sorpreso l’Atalanta davanti al proprio pubblico. Al 19′ è arrivato il vantaggio dei rossoblù: Paul Mendy ha sfruttato una disattenzione della retroguardia bergamasca per sbloccare il risultato, segnando con un tiro preciso che non ha lasciato scampo al portiere avversario.
La squadra di Maurizio Sarri ha reagito con un assalto costante, e al 41′ ha trovato il pareggio grazie a Gianluca Scamacca: l’attaccante della nazionale italiana ha finalizzato un’azione corale, riportando il match in equilibrio poco prima dell’intervallo. A quel punto sembrava che la Dea potesse completare la rimonta nella ripresa, forte del possesso palla e della pressione territoriale.
Nel secondo tempo, però, il Cagliari ha mostrato una solidità difensiva notevole. I rossoblù avevano già sfiorato il raddoppio prima del pareggio, con un tiro a giro di Daniel Maldini che Carnesecchi era riuscito a deviare in angolo. Il momento chiave è arrivato al 61′: il fallo di mano di Kolasinac sul calcio di punizione battuto da Romano ha portato alla concessione del rigore che Maldini ha trasformato con una esecuzione da veterano.
Nei rimanenti trenta minuti, l’Atalanta ha assediato l’area avversaria senza mai trovare il varco decisivo. Il Cagliari ha difeso il vantaggio con ordine tattico, chiudendo ogni spazio e ripartendo in contropiede quando possibile. Il fischio finale ha sancito un risultato storico: i sardi hanno espugnato il Gewiss Stadium con merito, conquistando tre punti pesantissimi.
Sarri non drammatizza: «Sono meno preoccupato rispetto alle partite precedenti»
Nel post-partita, il tecnico dell’Atalanta Maurizio Sarri ha sorpreso i giornalisti con un’analisi controcorrente. Nonostante la sconfitta casalinga, l’ex allenatore di Napoli, Chelsea e Juventus ha dichiarato ai microfoni di Football Italia: «Stasera sono molto meno preoccupato di quanto lo fossi dopo le partite precedenti».
Sarri ha aggiunto che la prestazione dei suoi giocatori è stata «molto più simile a una squadra di Sarri, con intensità, pressing e dominio territoriale del possesso, schiacciando l’altra squadra nella propria metà campo». Il tecnico ha però riconosciuto che la sua squadra «avrebbe potuto creare di più» dalla grande quantità di possesso palla, ammettendo al contempo che il Cagliari «ha eretto un muro» difensivo difficile da superare.
La posizione di Sarri appare pragmatica: pur perdendo in casa contro una squadra sulla carta inferiore, il tecnico toscano ha intravisto segnali di progresso nel gioco della sua Atalanta rispetto alle prime uscite stagionali, dove evidentemente la prestazione lo aveva preoccupato maggiormente nonostante risultati differenti.
Pisacane esalta il Cagliari: «Spirito di sacrificio e calcio di qualità»
Sull’altra sponda, Fabio Pisacane — l’allenatore del Cagliari che ha preso il posto di Davide Nicola nel giugno 2025 — ha celebrato la vittoria con toni entusiastici ma misurati. In conferenza stampa ai microfoni di Sky Sport Italia, come riportato da Football Italia, Pisacane ha spiegato: «La squadra sapeva tutto, sapeva che per ottenere punti qui era impensabile non avere spirito di sacrificio e dedizione, ma anche calcio di qualità».
Il tecnico sardo ha anche elogiato singolarmente il centrocampista Romano, definendolo «una gemma», per la sua capacità di gestire il pallone e creare occasioni pericolose, compreso il calcio di punizione che ha portato al rigore decisivo di Maldini. Pisacane ha sottolineato come il Cagliari sia riuscito a «mettere in difficoltà l’Atalanta usando le idee tattiche di Sarri contro la sua stessa squadra», un commento che ha evidenziato la preparazione tattica meticolosa della formazione ospite.
Con tre vittorie nelle prime quattro giornate, il Cagliari di Pisacane si è issato al terzo posto in classifica, un inizio di stagione che nessuno avrebbe pronosticato per la formazione sarda. L’impresa di Bergamo è stata descritta da più commentatori come la conferma che questa squadra non è una sorpresa temporanea ma un progetto con basi solide.
La dinastia Maldini: tre generazioni con la maglia azzurra
Il gol di Daniel Maldini al Gewiss Stadium ha inevitabilmente riacceso i riflettori sulla dinastia calcistica più illustre d’Italia. I Maldini sono l’unica famiglia nella storia del calcio italiano ad aver avuto tre generazioni di giocatori in nazionale: Cesare, Paolo e Daniel.
Cesare Maldini, il nonno, ha esordito con la maglia azzurra nel 1960 dopo una lunga carriera da difensore con il Milan, dove ha vinto quattro scudetti e una Coppa dei Campioni. È poi diventato allenatore della nazionale italiana Under-21 e, brevemente, della squadra maggiore. Paolo Maldini, il padre, ha debuttato in nazionale il 31 marzo 1988 contro la Jugoslavia, collezionando 126 presenze in 14 anni — il tutto indossando esclusivamente la maglia del Milan per 647 apparizioni in Serie A, vincendo 26 trofei maggiori tra cui cinque Champions League e sette scudetti.
Daniel ha completato il trittico il 14 ottobre 2024, quando è entrato in campo al 74′ nella vittoria per 4-1 dell’Italia contro Israele in Nations League a Udine. Come ha riportato Reuters, è stata la prima volta che tre generazioni della stessa famiglia hanno vestito la maglia della nazionale italiana. A settembre 2025, Daniel aveva accumulato sei presenze con gli Azzurri.

Il percorso di Daniel Maldini: dall’accademia rossonera al prestito decisivo
Nato a Milano l’11 ottobre 2001, Daniel Maldini è entrato nell’accademia giovanile del Milan nel 2011, a soli dieci anni. Il suo debutto in prima squadra è arrivato il 2 febbraio 2020, a diciotto anni, in una partita contro il Verona. Nella stagione 2021-22 ha vissuto un momento storico: l’esordio in Champions League il 15 settembre 2021 ad Anfield Road contro il Liverpool, in una delle notti europee più emozionanti per il Milan. Pochi giorni dopo ha segnato il suo primo gol da professionista, proprio contro lo Spezia.
Il percorso di crescita di Daniel è stato caratterizzato da numerosi prestiti, una strategia che gli ha permesso di accumulare esperienza in contesti diversi. Nel 2022-23 è andato in prestito allo Spezia (20 presenze, 3 gol), seguito da un breve passaggio all’Empoli (7 presenze, 1 gol). La svolta è arrivata al Monza nella stagione 2024-25, dove ha collezionato 32 presenze e 7 gol, attirando l’attenzione di club più grandi.
Nel febbraio 2025, l’Atalanta ha acquistato il cartellino di Maldini, riconoscendo il potenziale di un giocatore in costante crescita. Dopo una prima stagione parziale a Bergamo (13 presenze, 3 gol tra Serie A e Champions League, secondo i dati di SportBaseline), la dirigenza nerazzurra ha deciso di mandarlo in prestito al Cagliari per la stagione 2026-27, come annunciato dal sito ufficiale del club sardo il 9 agosto 2026. La scelta si sta rivelando azzeccata: con la rete dal dischetto contro l’Atalanta, Maldini è salito a quota 4 presenze e 2 gol in stagione con la maglia rossoblù.
La carriera di Daniel Maldini nei club
| Stagione | Club | Presenze | Gol | Note |
|---|---|---|---|---|
| 2026-27 | Cagliari (prestito) | 4 | 2 | In corso |
| 2025-26 | Atalanta | 13 | 3 | Inclusa 1 presenza in Champions League |
| 2024-25 | Monza | 32 | 7 | Acquistato a titolo definitivo dal Milan |
| 2023-24 | Empoli (prestito) | 7 | 1 | Prestito dal Milan |
| 2022-23 | Spezia (prestito) | 20 | 3 | Prestito dal Milan |
| 2019-24 | AC Milan | 24 | 1 | Debutto il 2 febbraio 2020 |
Fonte dati: Wikipedia, SportBaseline, Soccerway. La tabella include solo le presenze in campionato e coppe ufficiali.
L’ironia del gol contro il club proprietario del cartellino
Uno degli aspetti più intriganti della serata di Bergamo è stato il fatto che Maldini abbia segnato il gol decisivo contro l’Atalanta, il club che detiene il suo cartellino. In Serie A, i giocatori in prestito possono generalmente affrontare la squadra proprietaria del loro contratto, a meno che non sia stata inserita una clausola specifica nel contratto di prestito. Nel caso di Maldini, evidentemente tale clausola non era presente.
Il Quotidiano Nazionale ha descritto Maldini come un «ex compagno di squadra» di Carnesecchi, sottolineando come il portiere dell’Atalanta conoscesse bene le abitudini del tiratore — ma ciò non sia bastato a fermarlo dal dischetto. La descrizione dell’esecuzione del rigore è stata particolarmente vivida: «Maldini ha sigillato il vantaggio dal dischetto con precisione glaciale, danzando sul posto con finte, attendendo che Carnesecchi si tuffasse prima di calciare dalla parte opposta».
Per il giovane Maldini, battere l’Atalanta rappresenta anche un segnale forte verso la dirigenza bergamasca. Al termine della stagione, i nerazzurri dovranno decidere se reintegrarlo nella rosa o cederlo definitivamente. Una stagione brillante al Cagliari potrebbe aumentare significativamente il suo valore di mercato e aprire le porte a trasferimenti in club ancora più ambiziosi.
Il Cagliari di Pisacane: un inizio da sogno in Serie A
La vittoria di Bergamo ha consolidato lo straordinario avvio di stagione del Cagliari sotto la guida di Fabio Pisacane. L’ex difensore — che ha giocato per il Cagliari da calciatore prima di intraprendere la carriera da allenatore — è stato nominato tecnico della prima squadra nel giugno 2025, firmando un contratto fino al 30 giugno 2026 con rinnovo automatico al verificarsi di determinate condizioni sportive, come comunicato ufficialmente dal club.
Nelle prime quattro giornate del campionato 2026-27, il Cagliari ha conquistato tre vittorie e una sola sconfitta, un ruolino di marcia che lo ha proiettato al terzo posto in classifica — una posizione che nessun pronostico pre-stagionale avrebbe assegnato ai rossoblù. La squadra ha mostrato un equilibrio tattico notevole, capace di difendersi con ordine quando necessario e di colpire con efficacia in ripartenza.
L’arrivo in prestito di Daniel Maldini è stato uno dei colpi di mercato più intelligenti dell’estate per il Cagliari. A questo si aggiungono le prestazioni di Paul Mendy, autore del primo gol contro l’Atalanta, e di Romano, elogiato da Pisacane come «una gemma» per la sua qualità tecnica. La sfida per la dirigenza sarda sarà mantenere questa competitività nel lungo periodo, considerando che molti dei giocatori chiave sono in prestito e che il budget a disposizione resta limitato rispetto alle grandi del campionato.
Atalanta in cerca di identità con il nuovo Sarri
Per l’Atalanta di Maurizio Sarri, la sconfitta contro il Cagliari rappresenta un campanello d’allarme, per quanto il tecnico abbia cercato di minimizzarne la portata. Sarri è arrivato a Bergamo con l’obiettivo di imporre il suo caratteristico gioco basato sul possesso palla e il pressing alto, un approccio che richiede tempo per essere assimilato dai giocatori.
Le sue parole nel post-partita suggeriscono che, nonostante la sconfitta, l’Atalanta sta iniziando a mostrare i tratti del «Sarriball»: intensità, dominio territoriale e pressing coordinato. Il problema, come ammesso dallo stesso tecnico, è stato nella capacità di concretizzare il possesso in occasioni da gol nitide. L’Atalanta ha dominato statisticamente la partita in termini di possesso palla e tiri, ma non è riuscita a sfondare la resistenza organizzata del Cagliari dopo il pareggio di Scamacca.
Gianluca Scamacca, autore del gol del momentaneo 1-1 al 41′, resta il punto di riferimento offensivo della squadra. L’attaccante, che ha vissuto una carriera itinerante tra Sassuolo, West Ham e PSV prima di approdare a Bergamo, ha dimostrato ancora una volta il suo fiuto del gol, ma avrà bisogno di maggiore supporto dalla trequarti per esprimersi al meglio nel sistema di Sarri.
I dati della partita
| Statistica | Atalanta | Cagliari |
|---|---|---|
| Risultato finale | 1 | 2 |
| Marcatori | Scamacca 41′ | Mendy 19′, Maldini 61′ (rig.) |
| xG (expected goals) Maldini | — | 0,81 |
| Tiri in porta Maldini | — | 2 |
Dati xG e tiri da ESPN.
Cosa aspettarsi nelle prossime giornate
Il calendario di Serie A non concederà tregua a nessuna delle due squadre. Il Cagliari dovrà dimostrare di poter sostenere questo ritmo nella parte alta della classifica, affrontando avversari di livello crescente nelle prossime settimane. Per Pisacane, la sfida sarà gestire le aspettative dopo un inizio che ha superato ogni previsione, mantenendo l’equilibrio tattico e lo spirito di gruppo che hanno caratterizzato le prime giornate.
Per l’Atalanta, Sarri dovrà lavorare sulla fase realizzativa per trasformare il dominio territoriale in vittorie concrete. La presenza di Scamacca in avanti offre garanzie, ma il tecnico toscano ha bisogno di trovare le chiavi per sbloccare le difese organizzate che, come il Cagliari sabato, scelgono di concedere il possesso per colpire in ripartenza. Il recente successo dell’Inter di Çalhanoğlu dimostra che le squadre più attrezzate sanno trovare soluzioni anche contro avversari chiusi.
Per Daniel Maldini, la partita di Bergamo potrebbe rappresentare un trampolino di lancio. A 24 anni, il trequartista milanese sembra finalmente aver trovato la continuità e la fiducia necessarie per esprimere il suo talento a pieno. Se continuerà su questa traiettoria, il suo nome potrebbe tornare nelle convocazioni del commissario tecnico Luciano Spalletti per i prossimi impegni della nazionale — un’eventualità che aggiungerebbe un ulteriore capitolo alla saga della famiglia Maldini nel calcio italiano.



